Florilegio di privilegi
Chiamarlo spreco di indignazione forse è eccessivo, anche perché l’indignazione non credo che sia calcolabile. Forse potrei definirlo, più banalmente, il medioevo della sega mentale. Veniamo a noi. Le questioni che infiammano l’Italia sono 1. gli stipendi dei parlamentari e 2. il c.d. razzismo di Trenitalia sul Frecciarossa.
Sul punto 1. posso dire che i parlamentari godono, mettendo assieme le varie componenti della loro busta paga, di 16mila euro lordi mensili. Tanto, senz’altro, e concordo con quei cittadini che sostengono che la cifra giusta sia intorno ai 5mila euro mensili, qualcosa di più vicino ai 1600-1800 dell’italiano medio. Ma non credo che abbia il minimo senso dire prima che si tratta di uno scandalo, e poi che l’abbassamento dei costi parlamentari sarebbe una solida base per il rilancio della nostra economia pubblica. Si tratta di ben poca roba, qualche decina di milioni, se confrontata con le migliaia di miliardi di debito di cui stiamo parlando. Più realisticamente si tratta di un punto di partenza psicologico, di un granello di sabbia in una spiaggia su cui proprio con la sabbia, ci si sono costruite intere città.
Sul punto 2. mi sento di parlare di una idiozia. Trenitalia nel dire che sui Frecciarossa gli utenti che pagano per il servizio minimo non hanno accesso agli spazi di chi paga di più, si limita a mettere in chiaro una condizione di contratto che offre. A te cliente non va bene? Ciupa, paghi di più. Poi, in un secondo momento, si può discutere sulla qualità del servizio di Trenitalia, ma questo cosa c’entra con una precisa scelta commerciale esplicitata così chiaramente, persino nei banner pubblicitari?*
Se proprio devo indignarmi per qualcosa, preferisco farlo perché un magistrato, per un errore marchiano, ha liberato un personaggio come Gaetano Riina. Meno male che è laureato in giurisprudenza, che ha sostenuto un esame di Stato, che ha partecipato a dei concorsi e sopratutto che è la longa manu dello Stato, nel momento in cui deve farsi valere. Preferisco indignarmi perché un tassista (a proposito di gente privilegiata..) truffa marchianamente dei suoi clienti e finisce sulla stampa di mezzo mondo, determinando un danno d’immagine per l’Italia intera. Oppure mi indigno per la finta concorrenza in tema di trasporti, che lascia spazio aperto a Trenitalia in ben altri settori che quello Tav, come il trasporto pendolare. Tema che, mi si permetta, è ben più degno di essere dibattuto. O anche sulla questione dei giornalisti pubblicisti, su cui manca totalmente chiarezza, ma sopratutto filo logico.
Ecco, partiamo magari da queste vicende che sembrano uscite da una commedia di De Filippo, per vedere come l’Italia potrà passare la nottata.
*Aggiunta al punto .2 datata 4 gennaio. Mi era sfuggito che parte della polemica si basasse sul fatto che in uno dei banner la famiglia che usufruiva della tariffa minima era visibilmente di immigrati. E, alla fine della fiera, si è fatta ritirare la pubblicità. Boh, io il problema non lo vedo. Forse certi “non razzisti” preferiscono una iconografia di soli bianchi, se devo leggere in maniera maliziosa questa vicenda.
P.S. Senza polemica, segnalo una lettura interessante per chi non la pensa come me.