Siccome il finto buonismo sta passando di moda, ho deciso di rilanciare le mie due proposte di legge illiberali. Eccole a voi:

robert-capa-gerda-taro-1937
Robert Capa – Gerda Taro – 1937

Proposta di legge illiberale 1: vietare la reflex a chi non ha intenzione di imparare ad usarla.

Proposta di legge illiberale 2: eliminare la funzione “Auto” dalle reflex.

Non è che lo dico perché mi credo parte di una elité fotografica, però anche l’impostazione completamente manuale è, ad oggi, di una semplicità disarmante. Sulla prima reflex che ho usato, la già citata Canon FT QL, la regolazione era da fare sulla base di ciò che indicava l’esposimento: e cioè una righettina, nell’oculare, che avvicinandosi o allontanandosi da un determinato pallino, ti diceva quanto eri vicino o lontano dall’esposizione e dai tempi ottimali. Riassunto, una foto poteva richiedere anche un paio di minuti, e non i massimo 20 secondi necessari a regolare tempi ed esposizione sulla mia Nikon D5000. Senza contare che anche nella modalità completamente manuale posso fare affidamento su svariati filtri e, elemento da non sottovalutare, posso cambiare la pellicola (fattore Iso o Asa) quando e come mi piace.

Una reflex sulla modalità Auto è come un Suv: d’aspetto è un fuoristrada, di fatto è un oggetto che occupa tanto spazio e che potrebbe essere sostituito da qualcosa di più piccolo, maneggevole, economico e lontano dallo status simbol. Mi spiego in termini automobilistici. Se vuoi avere quattro ruote motrici e le gomme slick, allora una Porsche Carrera 4 è ciò che cerchi. Se però vuoi risparmiare e vuoi dare ai tuoi incolpevoli figli l’ebrezza di stare su un mezzo simile, allora compri un Suv tedesco. Il quale però, va benissimo quando si tratta di andare dritto in autostrada, e basta. Lo scorso dicembre ho visto signori Suv in grandiosa difficoltà sulla strada del Foscagno, classica strada montanara, per altro piuttosto larga, con solo una decina di tornanti. Niente. Troppo sconnessa per quei cosi, che costretti a montare ammortizzatori rigidi ad ogni buca sobbalzano come signorine spaventate. Senza contare che pneumatici larghi e lisci sulla neve o sul ghiaccio è come se non ci fossero. Stessa cosa se si guarda una prova in pista: i Suv sono enormi, con raggi di sterzata pari al raggio di curvatura terrestre. Sono costretti giocoforza a frenare e a pardere secondi preziosi. Inutili, come dimostra il video allegato.

Quindi se un Suv con le gomme slick è la negazione dell’automobilismo stesso, anche la reflex con la modalità Auto è la negazione della fotografia. Oggi esiste la Nikon1, finta reflex con modalità auto, o con le due modalità di priorità. E basta. Quella manuale non c’è neppure. Se è in questa direzione che va la fotografia, siamo fregati. Oggi quello che si vede è che chi accetta di imparare ad usare la sua reflex fa delle foto con dei bei colori (senza bisogno di Photoshop), ben contrastate e raramente bucate al bianco. Chi invece usa la modalità auto fa foto.. blu! Sì, perché non si sa per quale ragione chi imposta la modalità auto ama avere un filtro blu. Quindi il giallo diventa verdognolo, il rosso violaceo, etc etc. A prima vista sembrano colori sgargianti, ma con più attenzione sono 63433702.Ku64JWLt.FT_QL_2banalmente innaturali. Se si amano i colori innaturali (che pure non hanno mai ucciso nessuno) allora tanto vale scaricare Instagram sul telefonino. Ma usare una reflex per fare foto mediocri che una macchinetta ultracompatta da meno di 100 euro fa meglio, è come appendere un Raffaello in camera con le puntine: un insulto alla propria intelligenza, e uno all’oggetto stesso che si ha per le mani. Insomma, non basta una reflex per diventare Robert Capa.

P.S. Mi rendo conto autonomamente della durezza dei miei toni quando si parla di strumenti come macchine fotografiche, automobili, computer. Eppure ci tengo a far notare come sia mia forte convinzione che uno dei problemi che dobbiamo affrontare come società è quello dello spreco di risorse. Si chiamino esse petrolio, acqua, gas, territorio, boschi o reflex. La matrice culturale che porta allo spreco indiscriminato è la stessa, ed è quella che va affrontata.

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One thought on “Prova tecnica di integralismo fotografico

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