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Intendiamoci: a me la c.d. ‘arte contemporanea‘ alle volte fa veramente schifo. Trovo pesante Marina Abramovic (e mi sono seduto davanti a lei per capire che mi annoiava a morte), e con lei tutti performer che fanno una cosa banalissima ma credendoci tantissimo e infliggendola al mondo. Come se il risotto che ho preparato ieri sera per i miei amici fosse stata una performance: no, è stata solo una cena.

Altre volte non ci arrivo. Oh, io di arte qualcosa ne so. La mia prof del liceo mi ha trasmesso passione, ne leggo con piacere e frequento, mi faccio i vernissage fighetti milanesi e qualche volta mi butto in dissertazioni su come la sedia tagliata a metà trasversalmente mi rimandi al senso di instabilità di un mattone nello sfondo di una sconosciuta acquaforte di Salvador Rosa.

Però davanti a certe cose non ho parole. O sono talmente brutte che rifiuto di cercare di capirle, oppure sono semplicemente incomprensibili. Quindi capisco che la gente comune, e pure chi sa qualcosina in più, non ci capisca nulla. Però che chi lavora nel settore, anche nel’indotto, faccia cazzate immonde distruggendo opere d’arte mi è incomprensibile.

L’ultima è bellissima: a Bari l’addetta alle pulizie ‘zelante’ ha buttato nel cassonetto un’opera prendendola per spazzatura. Posto che potrei anche darle ragione, chiedo: è così difficile dire agli inservienti dove colpire o dove no? Sono dei killer seriali, loro e il personale tecnico dei musei. A Ravenna un manutentore di passaggio ha stuccato il buco nel muro che faceva parte di una installazione (che per altro era dipinto, quindi ha stuccato il nulla, il professionista).

Andando indietro si scopre che a Padova è stato buttato via un intero scaffale pieno di cianfrusaglie – opera d’arte. Per fortuna non siamo solo noi italiani: è successo anche alla Tate Britain e a Dortmund. L’Espresso ha riassunto i casi migliori.

È così difficile per i signori dei musei di tutto il mondo capire che alla signora col camicione azzurro che gira con lo scopone e col mocio va spiegato che cosa deve pulire e cosa no? Sì, credo, perché di solito quando gira la signora loro sono a fare gli aperitivi con la ‘comunità artistica’, e a meno che la signora che gira per il museo non sia Marina Abramovic che come nuova performance ha deciso di fare le pulizie, difficilmente interverranno.

L’alternativa è che gli inservienti museali siano membri di una setta iconoclasta che mira a distruggere l’arte dall’interno. Ma mi sembra più probabile la stupidità – o l’altezzoso distacco – di chi gestisce i musei.

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